Clinica Veterinaria San Silvestro
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Anestesia loco-regionale



 Salvaggio
Di Salvaggio Alberto
Inserito il 07-04-2020


ANESTESIA LOCO-REGIONALE nel CANE nel GATTO

ottobre 2019



a cura del Dr. Lorenzo Raglione


Cos’è l’anestesia loco regionale?

Per anestesia loco regionale si intende un insieme di tecniche neuroassiali e periferiche, usate ampiamente in medicina umana per fornire controllo del dolore intra e postoperatorio. Essenzialmente ci sono due tipi di anestesia: l’anestesia generale mediante la quale il corpo intero è anestetizzato e l’anestesia loco-regionale con la quale solo una parte o un’intera regione del corpo viene anestetizzata.

Negli ultimi anni le tecniche di anestesia loco regionale descritte inizialmente per le persone, sono state adattate anche alle varie specie animali, guadagnando molta popolarità in medicina veterinaria.


Quindi non viene addormentato?

A differenza di quanto accade in medicina umana dove l’esecuzione di tecniche loco-regionali permette di affrontare molte procedure chirurgiche con pazienti vigili, in veterinaria ciò è difficilmente applicabile; quindi sì...viene addormentato.
Detto ciò, l’utilizzo congiunto di anestesia generale e tecniche loco-regionali apporta notevoli benefici tra cui:

Poter mantenere un piano anestetico superficiale, diminuendo in tal modo gli effetti collaterali di un’anestesia generale profonda, che in talune categorie di pazienti particolarmente instabili o con gravi patologie, potrebbe portare ad un ulteriore peggioramento delle condizioni cliniche; Assicurare una copertura completa del dolore sia intra che post chirurgico mediante ridotti volumi di farmaci;

Permettere un miglior miorilassamento della zona sottoposta a chirurgia e di conseguenza facilitare le manovre chirurgiche e indirettamente ridurre la durata dell’intervento;
Permettere al paziente un risveglio più rapido e più tranquillo.


In cosa consiste?

Come già detto, con il termine anestesia loco regionale, si riassumono diverse tecniche neuroassiali (centrali) e periferiche.

Per quanto riguarda le neuroassiali le tecniche sono essenzialmente due:
1) Anestesia Spinale o subaracnoidea: viene eseguita iniettando una piccola dose di anestetico dentro lo spazio subaracnoideo, dove c’è il liquido che circonda il midollo spinale ed i suoi nervi. In pratica gli impulsi provenienti dai nervi vengono bloccati prima che raggiungano il cervello.
2) Anestesia epidurale: simile all’anestesia spinale tranne per il fatto che l’anestetico è iniettato fuori lo spazio subaracnoideo. Tramite tecnica epidurale è anche possibile l’inserimento di un catetere che dà la possibilità di somministrare a necessità farmaci analgesici, sia durante che dopo l’intervento.

Per quanto concerne le tecniche periferiche abbiamo:
1) Anestesia regionale o del plesso: l’anestetico locale viene iniettato direttamente intorno al nervo o al plessso che “controlla” la zona da operare, la cui precisa localizzazione si ottiene mediante l’utilizzo contemporaneo di ecografo ed elettrostimolatore.
2) Anestesia locale o per infiltrazione: è il tipo di anestesia più semplice. L’anestesista (o il chirurgo) inietta l’anestetico locale direttamente intorno alla zona da operare. Si esegue per l’asportazione di piccole cisti della pelle o per interventi della superficie del corpo.
La scelta del tipo di anestesia dipende essenzialmente 




dall’analisi di due fattori: la tipologia di intervento e la condizione clinica del paziente.


È una pratica dolorosa?

Assolutamente no.
La puntura per l’anestesia loco-regionale non viene effettuata “a freddo”, ma dopo la somministrazione di una piccola dose di anestetico locale “bottone” nella sede della puntura. È bene comunque ricordare che l’esecuzione dell’anestesia loco-regionale nei pelosi a differenza che negli umani, avviene in uno stato di sedazione/ anestesia e che la loro percezione emotiva della punzione non è paragonabile alla nostra. 





Finita la chirurgia cosa succede?

Il paziente viene sistemato in un box risveglio dove, dopo un primo monitoraggio intensivo viene mantenuto fino al completo risveglio.
Se il paziente ha fatto un’anestesia loco-regionale e "se l’intervento chirurgico lo consente, può già dopo poco assumere “in modica quantità” acqua e cibo, a beneficio di quei casi in cui un digiuno prolungato risulti dannoso.

Se ha fatto l’anestesia peridurale continua sarà visibile sulla schiena un cerotto che fissa il cateterino ed attraverso il quale, senza fastidio, verranno iniettati i farmaci contro il dolore. In tal modo il paziente potrà tornare a muoversi fin da subito senza problemi.

Dr. Lorenzo Raglione 








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