Il Trattamento con Gel Piastrinico in veterinaria

Le infiltrazioni articolari sono da sempre state utilizzate nel trattamento di alcune patologie degenerative, infiammatorie e tendinee dell’apparato locomotore anche in medicina veterinaria, soprattutto in quelle patologie in cui la chirurgia non è più applicabile. Il vantaggio principale di tali terapie è la possibilità di introdurre il farmaco direttamente a contatto con l’area patologica. I farmaci e le sostanze più utilizzate fino ad oggi sono stati i cortisonici e l’acido ialuronico; i primi grazie alla loro azione antiinfiammatoria migliorano la sintomatologia, ma hanno di solito effetti di breve durata; il secondo invece ha un’azione più duratura con diminuzione del dolore a lungo termine grazie anche alla funzione meccanica di lubrificazione dell’articolazione. Negli ultimi anni si sta però sviluppando l’utilizzo di PRP (platelet rich plasma) per l’infiltrazione intrarticolare, un prodotto che sembra dare degli ottimi risultati, velocizzando la riparazione tissutale e migliorando la sintomatologia per tempi abbastanza lunghi. Il trattamento si è visto avere una buona efficacia nelle patologie osteoartrosiche, nelle patologie coinvolgenti la cartilagine articolare e nelle patologie tendinee. Il PRP “plasma arricchito di piastrine” è un prodotto derivato dal sangue autologo, prelevato dallo stesso cane a cui poi sarà fatta l’infiltrazione articolare. Tale prodotto si ottiene dopo citocentrifugazione e filtrazione del sangue intero ed è caratterizzato dall’avere una concentrazione piastrinica molto elevata. Le piastrine dopo la loro attivazione liberano, attraverso la degranulazione di α-granuli, numerosi fattori di crescita tra cui: PDGF αα/ββ/αβ; TGF β1/β2; VEGF; bFGF; PDEGF; IGF I/II. Il PDGF è un fattore di crescita termostabile che nelle cellule sensibili stimola l’attività mitogenica (induce la mitosi ovvero la replicazione cellulare), ha particolare specificità per le cellule mesenchimali, fibroblasti, adipociti ed osteoblasti, stimola la formazione di collagene di tipo I e indirettamente favorisce l’angiogenesi. Il TFG stimola la proliferazione e differenziazione delle cellule staminali, favorisce la produzione di collagene I da parte degli osteoblasti, inibisce la formazione di osteoclasti ed ha attività angiogenica.

Il VEGF è un fattore di crescita che stimola la proliferazione di cellule endoteliali promuovendo l’angiogenesi e l’impermeabilità dei vasi. il bFGF stimola la mitogenesi delle cellule staminali mesenchimali e la riparazione dei tessuti, Il PDEGF ha effetto chemiotattico e mitogenico per le cellule epiteliali e fibroblasti, induce la migrazione cellulare e stimola la formazione del tessuto di granulazione. L’IGF stimola la formazione di matrice ossea e la proliferazione delle cellule staminali mesenchimali in condrogenesi, adipogenesi e miogenesi, oltre ad avere un effetto chemiotattico sulle cellule endoteliali vasali. Proprio grazie a questi fattori di crescita che lentamente andranno a liberarsi localmente ed in seguito all’azione chemiotattica ed anabolica che si verifica, l’utilizzo topico di gel piastrinico va a favorire ed accelerare la riparazione tissutale. Nella pratica ambulatoriale la procedura è veloce e senza rischi proprio per il fatto che si utilizza sangue autologo quindi vengono meno i pericoli di trasmissione crociata di malattie infettive. Il tutto consiste nell’effettuare un prelievo di sangue venoso (circa 8ml) dal cane che deve fare il trattamento, utilizzando una particolare provetta, dopodiché mentre si lavora il campione tramite citocentrifugazione (1500 giri per 5 minuti), si prepara l’articolazione del paziente con tricotomia e scrub cutaneo chirurgico per rendere la procedura più asettica possibile; quindi si effettua immediatamente l’infiltrazione del gel piastrinico ottenuto all’interno della capsula articolare dell’articolazione. La procedura è svolta in anestesia generale o locoregionale. Il trattamento di solito è costituito da un ciclo di 3 infiltrazioni a distanza di 3 settimane ed eventuali infiltrazioni aggiuntive sono da programmare in base alla gravità del quadro clinico.

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