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  Ambulatorio Veterinario San Silvestro - Serietà e Professionalità
     
  2010-05-20  
  Pericoli estivi per cani e gatti  
 

Con l’estate le vacanze cani e gatti corrono maggiori rischi di cacciarsi nei guai:
Malattie trasmesse da parassiti
Punture di insetti: processionarie, vespe, zanzare ecc.
Zecche e pulci
Morso di vipera
Colpo di calore, disidratazione o causate da fattori ambientali avversi.

LEISHMANIOSI
Causata da un protozoo, Leishmania Infantum, che viene trasmesso da una piccola zanzara, denominata flebotomo o volgarmente “pappataceo” (si nutre tacendo) soprattutto nelle ore notturne. Il protozoo si localizza principalmente nelle cellule del midollo osseo e in quelle del sistema linfatico  dalle quali passa nel circolo sanguigno per assicurarsi il proseguimento del ciclo biologico, in questa fase il cane presenta la tipica sintomatologia. La trasmissione del parassita avviene esclusivamente tramite la puntura del flebotomo da animale malato ad animale sano, ospiti serbatoio sono i cani le volpi ed alcuni roditori.


I sintomi principali sono : dimagrimento, perdita di pelo, desquazione forforacea, crescita abnorme delle unghie, ingrossamento dei linfonodi e nelle forme viscerali interessamento dei reni e del fegato con scompensi anche gravi che possono portare alla morte dell’ animale.

  

Gli unici mezzi di prevenzione attuabili al momento sono le misure di repellenza contro I flebotomi : quindi l’utilizzo di collari antiparassitari  o prodotti spot-on. Importante anche l’azione di disinfestazione dell’ ambiente in cui vive l’animale. Non meno importante e’ tenere sotto controllo la salute del nostro cane sottoponendolo almeno due volte all’anno a controlli ematici onde evitare l’aggravarsi della malattia, se gia’ in atto , ed evitare di conseguenza la trasmissione ad altri soggetti sani.


La TERAPIA della leishmaniosi e’ INDISPENSABILE perche’ anche se non porta alla guarigione completa porta pero’ alla remissione dei sintomi e un cane asintomatico puo’ vivere a lungo e non rappresentare una fonte di trasmissione della malattia per gli altri cani.

ZECCHE

Interessano tutti gli animali, uomo compreso.
Questi artropodi ematofagi difficilmente inducono problemi legati alla sottrazione di sangue (a parte le infestazioni massive). Possono però rappresentare pericolosi vettori di altri agenti patogeni come Ehrlichia ed altre ricketsie, Babesia (piroplasmosi) e Borrelia (malattia di Lyme). Tali microrganismi inducono delle patologie anche piuttosto gravi, ma sono disponibili validi presidi di profilassi indiretta contro le infestazioni da zecche, tra i quali i migliori appaiono i collari e le gocce spot-on. La protezione del cane deve essere particolarmente intensa allorché l'animale viene condotto in ambienti decisamente infestati, come alcune campagne e certi boschi. Consiglio: staccare la zecca con attenzione e distruggerne il corpo.

PULCI

I danni che questi insetti possono arrecare ai nostri animali sono in relazione essenzialmente a due condizioni: la trasmissione della tenia Dipylidium caninum e la dermatite allergica da punture di pulci (DAPP).
Generalmente le infestazioni non particolarmente massive da D. caninum passano inosservate, ad esclusione dell'eliminazione, attraverso l'ano, dei segmenti del verme (proglottidi); in alcuni casi si può osservare prurito anale con leccamento e "strisciamento" della regione sul terreno. Queste tenie sono facilmente eliminabili con farmaci antielmintici.


La DAPP è determinata da alcune sostanze (allergeni) contenute nella saliva della pulce e rappresenta una delle affezioni cutanee più frequenti, soprattutto in estate-autunno, anche se può divenire permanente per la reinfestazione nei locali di abitazione d'inverno; il sintomo principale è certamente il prurito intenso e continuo, a carico di alcune zone tipiche (regione dorso-lombare, faccia posteriore delle cosce, addome e fianchi) che appaiono inizialmente arrossate e quindi, per il grattamento, escoriate, essudate e ricoperte di croste.



Per proteggere I nostri animali dalle pulci sono molto efficaci i prodotti insetticidi spot-on.

VELENI ANIMALI

I rischi maggiori sono rappresentati dalla processionaria (del pino, meno frequentemente della quercia), dalle punture di api e vespe e dai morsi di vipera (tra quelle velenose la più diffusa è la Vipera aspis).


PROCESSIONARIA

È la larva di un lepidottero (che scende o cade dagli alberi soprattutto all'inizio della primavera) che ha il corpo ricoperto da peli urticanti, in quanto contengono una tossina che viene liberata con la rottura del pelo stesso, in seguito al contatto. Frequentemente tale contatto si realizza con la lingua che può subire delle gravi erosioni ed andare incontro a gonfiore anche notevole, e può essere scatenata una reazione flogistica imponente con enormi problemi respiratori.

  

MORSO DI VIPERA

Fortunatamente, nonostante la pericolosità famigerata di questi rettili, le vipere velenose sono meno del 10% di tutte quelle diffuse in Italia. Il veleno è contenuto in ghiandole apposite ed ha un'azione locale infiammatorio-necrotica ed una generale che si rende evidente se la sostanza è inoculata in concentrazione notevole. La parte morsicata è rossa e rigonfia, poi, dopo 1-2 ore, si può osservare urina scura, pupilla dilatata (midriasi), spasmi muscolari, difficoltà respiratoria, emorragie su cute e mucose, ipotermia e morte (che può anche verificarsi rapidamente se il veleno è iniettato direttamente in una vena).



PUNTURE DI API, VESPE ED INSETTI SIMILI

Api,vespe e simili inoculano tramite il pungiglione sostanze enzimatiche e mediatori dell’infiammazione in grado di causare un dolore intenso dopo la puntura e, soprattutto, vasodilatazione locale, che si traduce in un immediato gonfiore della parte (ponfi diffusi) e più raramente anafilassi.



COLPO DI CALORE

Cani e gatti non sudano ma ansimano per rinfrescarsi. Caldo, umidità e assenza di ventilazione sono fatali se il pet viene lasciato in auto anche se parcheggiata all'ombra. I cani col muso schiacciato, i cuccioli e gli animali anziani sono ad altissimo rischio. L'animale barcolla, è confuso, non ha saliva, la temperatura può superare i 41 gradi.
Consiglio: immergere quanto prima l'animale in acqua fredda.



SPIGHE DI GRAMINACEE (FORASACCHI)

Un nemico del cane e del gatto nei mesi estivi è la "spiga" o "arista": Si tratta soprattutto delle spighe del bromo e dell’orzo selvatico che spesso troviamo attacati al pelo dell' animale dopo una passeggiata nell' erba. Queste hanno una punta molto resistente e sono ricoperte da una peluria molto dura che favorisce la penetrazione nei tessuti e ne rende difficile l' estrazione. Le spighe possono penetrare nelle orecchie nel naso , nell' occhio, fra le dita e potenzialmente in qualsiasi punto della cute. Per quanto riguarda l' orecchio sono più soggetti al problema cani a pelo lungo e, a dispetto di quanto si possa credere, cani a orecchie lunghe e pendule come il cocker. Anche la penetrazione fra le dita è un problema più frequente nei cani a pelo lungo, mentre l' occhio è la localizzazione più frequente nel gatto. L' unico modo per cercare di evitare il problema è di tagliare frequentemente l' erba del giardino ed evitare che il cane vada nell' erba alta durante la passeggiata. L' unica terapia invece è la rimozione che può venire effettuata con l' animale sveglio per l' asportazione dall' orecchio, con l' animale sedato o in anestesia se di indole agitata o se l' asportazione provoca dolore. L' asportazione della spiga dal naso si effettua sempre in anestesia generale. Bisogna essere molto attenti ai sintomi: se il cane inizia a scuotere la testa, a grattare insistentemente un orecchio o a tenere la testa ruotata da un lato dopo essere stato nell' erba; se inizia a starnutire ripetutamente nei mesi estivi ( sporcando di sangue il pavimento a volte ); se passa molto tempo a leccarsi fra le dita, sempre nello stesso punto; se il cane o il gatto tiene un occhio socchiuso o completamente chiuso è possibile che la causa sia una spiga. In tutti questi casi bisogna portare l' animale immediatamente dal veterinario perché prima si toglie il corpo estraneo meno danni farà. Ad esempio aspettare del tempo prima della rimozione della spiga dall' orecchio può provocare lo sfondamento del timpano.

 

ABBANDONI

Rischio per tutti gli esseri viventi.

  1. IL PERICOLO DIPENDE DA: 
    1. Crudeltà allo stato puro;
    2. Atroci rimorsi di coscienza;
    3. Infrazione grave della legge;
    4. Aumento del randagismo e degli incidenti stradali;
  2. RIMEDI:
    Non prendere un essere vivente se non siamo sicuri di poterlo accudire nel migliore dei modi per sempre.  


 
     
 
  2005-06-11
 
La protesi d'anca nel cane.
 
La recentissima introduzione di protesi non cementate, “protesi biologica” come il tipo Zurich cementless rappresentano una svolta fondamentale in questo settore.
L’indicazione più comune all’utilizzo della protesi d’anca è rappresentato da quelle forme di displasia d’anca, in cui le alterazioni morfologiche che colpiscono l’articolazione, portano a fenomeni degenerativi delle strutture articolari già fin dalla giovane età del cane. Questa situazione causa dolori e handicap motori importanti, che poi accompagneranno il paziente per tutta la vita.
Naturalmente questa non è l’unica situazione in cui la protesi può portare giovamento ai nostri cani, ma anche tutte quelle circostanze in cui, a seguito di traumi, fratture mal consolidate, lussazioni recidivanti, l’articolazione subisce dei danneggiamenti irreversibili.
Fino a pochissimo tempo la limitazione all’utilizzo della protesi nel cane era rappresentato dalla necessità di ricorrere a metodi di fissazione del dispositivo protesico all’osso con l’utilizzo di un particolare tipo di cemento sintetico, ciò creava molto frequentemente problemi di infezioni successive all’intervento, e soprattutto rigetto del materiale da parte dell’organismo.
Recentemente è stato introdotto nell’uso clinico un tipo di protesi cosiddetta non cementata o “biologica”. Così come viene fatto ormai da anni nell’uomo, finalmente anche nel cane è disponibile un metodo in cui sono gli stessi tessuti naturali dell’organismo a “inglobare” l’impianto e formare un tutt’uno con esso perfettamente stabile e funzionante.
Questa caratteristica rende l’intervento fortemente indicato nel cane in giovane età (anche inferiore all’anno di età), in questi soggetti il processo di osteointegrazione avviene molto rapidamente ed efficacemente, in tal modo riusciamo a garantire anche ai cani portatori delle forme più gravi di displasia una vita normale, liberi dai dolori, e dalle limitazioni a cui sarebbero altrimenti condannati.
Gli impianti protesici sono costruiti in puro titanio, un materiale biocompatibile ed estremamente resistente, che garantisce una durata sicuramente superiore alla durata media della vita nel cane.
L’intervento chirurgico per impiantare questa protesi, richiede attrezzature speciali e una preparazione specifica di tutta l’equipe chirurgica che ne prende parte. Purchè eseguito nelle giuste condizioni presenta margini margini di successo virtualmente assoluti. I pazienti sottoposti a questa procedura non necessitano normalmente di ospedalizzazione, ma vengono riconsegnati alle cure del proprietario gia 12-24 ore dopo il risveglio dall’anestesia.
Le moderne metodiche di controllo del dolore postoperatorio oggi disponibili anche per i nostri pazienti, che prevedono l’utilizzo di potentissimi farmaci analgesici, e l’anestesia epidurale, unitamente alla limitata invasività della procedura chirurgica fanno sì che il decorso post chirurgico avvenga in maniera ottimale e senza particolari “traumi”, il cane ricomincerà ad utilizzare l’arto operato fin da subito.
Il processo di integrazione della protesi avviene nei successivi 2 mesi, durante i quali il paziente può effettuare un vita normale ma con qualche piccola limitazione all’attività fisica
Una volte verificato, a distanza di 45-60 giorni con un semplice esame radiografico, l’avvenuto processo di “fusione” della protesi alle strutture scheletriche il nostro cane sarà pronto per effettuare qualunque tipo di attività fisica ed esercizio
   
   
  2005-06-10
 
La Leishmaniosi
 
Malattie trasmissibili da insetti ematofagi: Lheismaniosi e Filariosi. La Leishmaniosi e la Filariosi cardiopolmonare, sono due patologie che interessano i nostri animali a quattro zampe, entrambe le patologie sono trasmesse da ditteri ematofagi, la Leishmania da una zanzara detta volgarmente pappataceo la Filariosi da una zanzara appartenente al genere Culicidae. Entrambe le malattie se non sottoposte a terapie adeguate e controlli medici ripetuti periodicamente possono causare la morte dei nostri amici. A tal proposito e’ indispensabile divulgare notizie e piccoli ma utili consigli ai nostri clienti e a tutti coloro che tengono alla vita dei propri animali. LEISHMANIOSI Leishmania infantum è un protozoo che viene trasmesso attraverso la puntura della zanzara, questo protozoo ha come ospiti (serbatoio) il cane l’uomo e roditori selvatici. Nel cane causa una malattia al momento inguaribile e solo parzialmente prevenibile, l’unico sistema attuabile per combatterla è attraverso l’utilizzo di sostanze repellenti (contro le zanzare) e controlli medici attuabili ambulatorialmente tramite un semplice prelievo di sangue. Il periodo di incubazione (corrispondente al periodo intercorrente il pizzico della zanzara e il manifestarsi dei sintomi) varia dai 3 ai 6 mesi circa, a tal proposito è consigliabile effettuare un test almeno 2 volte in un anno. Di fondamentale importanza è una diagnosi precoce perché se la malattia viene trascurata i nostri animali rischiano di sviluppare insufficienza epatica e danni irreversibili a livello renale. Per quanto riguarda i sintomi apprezzabili macroscopicamente l’animale infetto manifesta dimagramento, desquamazione forforacea, mantello opaco e alopecico, crescita abnorme delle unghie, emorragie, zoppie e linfoadenomegalia, ma quello che colpisce di più il proprietario e’ sicuramente un calo delle prestazioni fisiche dell’animale. Il cane assume l’aspetto di animale anziano pur essendo spesso molto giovane. Purtroppo la Leishmaniosi molto frequentemente si manifesta con quadri sintomatici non sempre così palesi e facilmente riconoscibili, e nelle forme acute può addirittura colpire organi interni senza “preavvisi”…Per questo è di estrema importanza sottoporre i nostri animali a controlli periodici e in caso di esito positivo iniziare la terapia adeguata al singolo soggetto. A tal proposito è utile sottolineare che la terapia per la Leishmaniosi non uccide il protozoo ma lo trattiene in uno stato di quiescenza..stato in cui non può nuocere alla salute dell’animale e cosa molto importante, la terapia se ben attuata lo allontana dal circolo ematico, il che costituisce sicuramente un’ ottima lotta contro la trasmissione animale- zanzara- animale. Ultima cosa, non meno importante, è ricordare che un cane affetto da Leishmania non può trasmettere l’infezione a persone o altri animali a stretto contatto con il malato, l’unico sistema di trasmissione e’ la puntura della zanzara infetta e teoricamente la trasmissione transplacentare madre-feto. Da qui l’importanza di effettuare la lotta contro le zanzare e approntare la terapia in cani malati tutto ciò al fine di evitare dolorosi esiti e un futuro rischio anche per la salute umana. FILARIOSI CARDIO-POLMONARE La Filariosi è invece una malattia a decorso molto più acuto e subdolo rispetto alla Leishmaniosi, in questo caso il parassita trasmesso dalla zanzara e’ un “verme” che si localizza nel cuore e nell’arteria polmonare di cani e gatti causando gravi difficoltà respiratorie e circolatorie nei nostri amici. A differenza della Leishmania esistono in questo caso farmaci capaci di uccidere il parassita e di far guarire completamente l’animale, anche se tutto ciò dipende dallo stato di salute del soggetto e dal grado di gravità dell’infestazione. Anche in questo caso è indispensabile diagnosticare la malattia prima possibile e quindi sottoporre l’animale a test diagnostici prima che il parassita riesca a danneggiare a volte in modo irreversibile la salute dell’animale..Da qui l’importanza di controlli medici e profilassi attuabile tramite somministrazioni a scadenza mensile di farmaci che possono proteggere dall’infezione per tutto il periodo di maggior rischio che e’ sicuramente il periodo primavera-estate e in caso di positività la terapia che pur non essendo priva di rischi e difficoltosa da attuare permette la salvezza dei nostri amici.
   
   
 
 
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