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  Ambulatorio Veterinario San Silvestro - Serietà e Professionalità
     
  2010-05-27  
 

USO DELLA TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA NELLE PATOLOGIE DELL’ORECCHIO

 
 

L’orecchio dei nostri animali è costituito, come il nostro, da tre porzioni:

  1. Orecchio esterno;
  2. Orecchio medio;
  3. Orecchio interno.

L'orecchio esterno è costituito dalla pinna auricolare e dal condotto uditivo esterno. La pinna è una struttura cartilaginea, rivestita da cute, che ha la funzione di ricevere le vibrazioni dell'aria e di trasmetterle alla membrana timpanica attraverso il condotto uditivo esterno. Questo si compone di una porzione verticale, che si dirige ventromedialmente, e di una porzione orizzontale, che si dirige medialmente terminando a livello della membrana timpanica.
La membrana timpanica è una struttura ellittica, di color grigio perla, semitrasparente, che separa l'orecchio esterno da quello medio.
L'orecchio medio è una cavità ossea rivestita da uno strato epiteliale; contiene gli ossicini (martello, incudine e staffa), il muscolo stapedio e il tensore del timpano, e una branca del nervo facciale. Lo spazio contenuto nell'orecchio medio è delimitato lateralmente dalla membrana timpanica, medialmente da una eminenza ossea che contiene la coclea e su cui si affaccia la finestra ovale, anteriormente dall'ostio della tromba di Eustachio e posteriormente dalla membrana che chiude la finestra rotonda.
L'orecchio interno è costituito da una complessa serie di dotti e sacchi pieni di liquido (labirinto membranoso) contenuti nel labirinto osseo. Quest'ultimo è composto dalla coclea, dal vestibolo e dai canali semicircolari. La coclea è posta anteriormente, ha una forma simile al guscio di una chiocciola ed è l'organo in cui sono situati i recettori acustici. Il vestibolo contiene l'utricolo e il sacculo, i quali, come i canali semicircolari, contengono i recettori dell'equilibrio. Dalle strutture acustiche e dell'equilibrio dell'orecchio interno originano rispettivamente le fibre cocleari e vestibolari, che vanno a costituire l'VIII nervo cranico (nervo vestibolo-cocleare) (Getty, 1964).


Per lo studio dell’orecchio, gli esami radiografici possono essere utilizzati nelle otiti esterne e/o medie croniche, nelle neoplasie del condotto e dell'orecchio medio,  nelle malformazioni congenite o acquisite e nelle sindromi vestibolari periferiche. Le proiezioni utilizzate sono la ventrodorsale o la dorsoventrale, la laterale obliqua e la frontale a bocca aperta.
In ogni modo per valutare l’orecchio e tutte le patologie che lo coinvolgono la radiologia convenzionale non sempre riesce a dare una quadro diagnostico certo, questo perché il cranio, vista la sua composizione strutturale (numerose ossa e tessuti molli), da luogo a sovrapposizioni marcate, difficili da interpretare.

  Rx antero-posteriore cranio gatto

La tomografia computerizzata ci consente invece di studiare le strutture della regione dell’orecchio evitando sovrapposizioni e producendo immagini ad elevato contrasto. Con questo tipo di esame si riescono a differenziare i diversi tipi di tessuti molli e a diagnosticare l’eventuale presenza di raccolte liquide patologiche o di neoformazioni a livello del canale auricolare.
Metodica: l’animale viene sottoposto ad anestesia generale e viene  posizionato in decubito dorsale o sternale sul tavolo tac.
La regione da scansionare è la regione temporale e questa viene identificata utilizzando una proiezione scout cranio-caudale e una latero-laterale. Si effettuano poi scansioni trasversali con fette di spessore di 1 mm con kv e mas elevati, per ottenere immagini con la miglior definizione possibile.
Si utilizzano sia l’algoritmo da osso che quello da tessuti molli: con il primo si riesce a studiare ottimamente la cavità timpanica con la bolla e l’osso petroso; con il secondo si riescono a valutare i tessuti molli che circondano la bolla. Un’ulteriore scansione effettuata successivamente all’inoculazione endovenosa di mezzo di contrasto può aiutarci a differenziare l’eventuale contenuto della bolla timpanica (liquidi patologici o tessuto di proliferazione o neoformazione).
L’esame è di breve durata.

 

Principali patologie dell’orecchio

Otite esterna
L’otite è molto comune nei nostri animali. Può essere associata ad altre patologie cutanee di natura allergica o immunologica o a patologie sistemiche. Le altre cause sono infezioni batteriche, corpi estranei, funghi, lieviti o neoplasie. Le cause predisponenti sono l’umidità eccessiva o aumentata, l’ostruzione del condotto uditivo e la conformazione ristretta del condotto stesso. Fisiologicamente il condotto uditivo è abitato da batteri; l’umidità e temperature elevate promuovono un ambiente umido all’interno dell’orecchio, causando la macerazione del rivestimento epiteliale e favorendo la colonizzazione batterica secondaria. Nel caso in cui poi l’otite cronicizzi, si creano delle alterazioni secondarie del condotto uditivo  che perpetuano l’infezione e rendono difficile il trattamento medico a causa del restringimento del lume del condotto uditivo.
La tomografia computerizzata ci da informazioni riguardo ai tessuti molli che formano il condotto uditivo esterno, mostrandone l’eventuale ispessimento e/o mineralizzazione; inoltre riesce ad evidenziarne l’eventuale contenuto patologico.
Otite media e interna
L’otite media e quella interna, hanno luogo per gli stessi agenti eziologici di quella esterna. In questo caso si ha però il coinvolgimento delle strutture dell’orecchio medio o interno, in particolare della bolla timpanica.
Con la tomografia computerizzata si evidenzia la presenza di materiale iperdenso nella bolla timpanica, spesso mineralizzato; l’ispessimento e l’irregolarità della parete ossea della bolla; l’ispessimento o proliferazione della mucosa della bolla (dimostrato dopo somministrazione del mdc);  la sclerosi dell’osso petroso.
Neoplasie
Dall’epitelio del condotto uditivo esterno possono originare neoplasie benigne (polipi, papillomi, istiocitoma, adenomi delle ghiandole ceruminose), o maligne (carcinoma delle ghiandole ceruminose o carcinoma squamocellulare, mastocitoma, basalioma).
Nei gatti è frequente la formazione di polipi infiammatori che possono originare dalla mucosa dell’orecchio medio, della tuba o della faringe e che possono invadere il condotto uditivo esterno.
La CT in questo caso ci aiuta a definire l’estensione del polipo all’interno del condotto uditivo esterno, della bolla e/o della faringe. (D/D linfosarcoma.)
Le neoplasie maligne invadono i tessuti molli circostanti e possono talora provocare lisi ossea delle strutture scheletriche adiacenti (bolla timpanica, osso petroso del temporale, mandibola o articolazione temporo-mandibolare).
La CT ci consente di determinare in modo preciso la localizzazione e l’estensione di queste masse, ed in questi casi è molto utile la somministrazione del mezzo di contrasto per definire l’infiltrazione tumorale nei tessuti circostanti.

 1. presenza di materiale nel condotto uditivo esterno di dx




2. Neoformazione del condotto uditivo medio, coinvolgente la bolla timpanica. Prima e dopo somministrazione di mezzo di contrasto endovenoso



3. Neoformazione nel condotto uditivo medio dell’orecchio sx con interessamneto della bolla timpanica


4. Materiale nel condotto uditivo esterno dx, piccola formazione mineralizzata all’interno della bolla timpanica.

 
 
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