Il termine chirurgia deriva dal greco “cheirourghìa” e letteralmente significa “lavoro manuale”. Fin dalla preistoria si hanno notizie di interventi chirurgici come di una “attività terapeutica compiuta con le mani e con l’aiuto di strumenti, finalizzata a operare la riduzione di fratture, lussazioni, curare le ferite, amputare gli arti, cauterizzare, bendare. Ovviamente nel corso degli anni la chirurgia e la medicina in generale hanno conosciuto un notevole sviluppo, al punto che la moderna chirurgia non solo cerca di porre rimedio alla patologia del paziente ma allo stesso tempo cerca di minimizzare i disagi dovuti all’intervento e massimizzare il successo terapeutico; si sta evolvendo, quindi, come una disciplina sempre meno invasiva, che tende a limitare la traumaticità dell’intervento stesso. La chirurgia mininvasiva si propone di raggiungere gli stessi obiettivi delle tecniche chirurgiche classiche sfruttando però delle vie di accesso agli organi che riducano al minimo il trauma chirurgico per il paziente. La chirurgia mininvasiva comprende interventi attuati per via laparoscopica (nel caso di organi contenuti nella cavità addominale e pelvica) e toracoscopica (nel caso di organi contenuti nella cavità toracica). Nel corso degli anni sono stati messi in luce i vantaggi di questa nuova tecnica chirurgica: dalla notevole riduzione dei tempi necessari per eseguire l’intervento alle migliori condizioni del paziente. Infatti un eventuale accesso mininvasivo comporta minor impatto ed anche una notevole riduzione delle complicanze della ferita operatoria. E ciò si traduce in tempi post-operatori più brevi con riduzione dei costi. Per questo oggi la chirurgia mininvasiva rappresenta il “golden standard” per interventi quali la sterilizzazione, il testicolo ritenuto la gastropessi preventiva, la colecistectomia ed inoltre si sta affermando anche in altri settori dove la tradizionale chirurgia aperta ancora resiste. Tuttavia la chirurgia mininvasiva non è una pratica del tutto priva di rischi. È infatti possibile l’insorgenza di complicazioni intraoperatorie, alcune molto gravi.